Autore: Glead1956

Alopecia androgenetica – capire le cause della tua calvizie

Alopecia androgenetica

Per affrontare la tua alopecia androgenetica è di vitale importanza che tu capisca le cause di questo comune problema di salute. Capire le cause dell’alopecia androgenetica e come si origina è cruciale per correggere questa malattia. Perdere i capelli ogni giorno è un problema normale sia per gli uomini che per le donne; il numero medio di capelli persi giornalmente varia fra 8 e cento capelli persi ogni singolo giorno. Questo vale anche per quella grande parte di uomini e donne che soffrono di perdita di capelli o che stanno soffrendo di diradamento.

Quando ci si ritrova a fare i conti la perdita di capelli causata dall’alopecia, i follicoli piliferi entrano nella fase di riposo o telogen e i capelli si diradano alla stessa velocità di quelli delle persone che non soffrono di caduta dei capelli. La differenza principale sta nel fatto che il follicolo si chiude e si spegne invece di rientrare nella fase attiva di crescita dei capelli chiamata fase anagen. Alcune forme di alopecia hanno come risultato ritmi di diradamento aumentati, causando spesso a intere zone dei capelli di cadere nello stesso tempo. Per fortuna questa condizione non è molto comune.

Vi sono molti tipi di alopecia e la più diffusa è l’alopecia androgenetica, colpevole in più del 95% del totale dei casi di perdita dei capelli. L’alopecia androgenetica non è specifica di un particolare sesso o fascia di età, infatti sia uomini che donne possono soffrire di questo tipo di perdita di capelli. Nel caso degli uomini è spesso importante e visibile a tutti ed è comunemente chiamata calvizie maschile “a schema”. Nelle donne è generalmente dispersa e colpisce aree più ampie del cuoio capelluto, avendo come risultato un diradamento più omogeneo piuttosto che essere concentrato in un’area calva ben visibile.

L’alopecia androgenetica è ampiamente conosciuta come un tratto genetico che può esserti passato sia da tuo padre che da tua madre e lo schema che avrà la tua calvizie, ossia le aree affette da alopecia, saranno le stesse che hanno avuto i membri della tua famiglia e che passano di generazione in generazione. I geni tramandati inviano messaggi ormonali alle cellule nei follicoli piliferi associati allo schema di famiglia. Questi messaggi ormonali dicono alla papilla presente nel follicolo pilifero di diventare più piccola e di produrre meno capelli, facendola poi disattivare del tutto e non facendo crescere più i capelli.

Gli ormoni che danno questi ordini ai follicoli piliferi fanno parte di un tipo di ormoni chiamati androgini. Il testosterone è un androgeno che si trova sia negli uomini che nelle donne. Gioca un ruolo importante nell’ordine del codice genetico  per lo schema di perdita dei capelli. I livelli di ormoni sono diversi da individuo a individuo e variano durante i diversi stadi della loro vita.

Dato che il testosterone è trasportato ai follicoli piliferi dal sangue, collabora con un enzima chiamato 5-alfa reduttasi, modificando il testosterone in diidrotestosterone (DHT). Il testosterone modificato causa la restrizione dell’afflusso sanguigno alla papilla sotto il follicolo pilifero e questo causa a sua volta la perdita dei capelli. Gli estrogeni bloccano l’effetto del DHT e dato che le donne hanno livelli di estrogeni più alti rispetto agli uomini, la maggior parte delle donne è protetta dall’alopecia androgenetica. Questo fino a quando raggiungono la menopausa, dopodiché i loro livelli di estrogeni diminuiscono sensibilmente. A questo punto, il DHT non trova impedimenti e l’inizio del processo di diradamento dei capelli nelle donne in menopausa può essere abbastanza rapido.

C’è anche un altro importante fattore da considerare. I geni che ereditiamo dai nostri genitori determinano solo la tendenza verso gli effetti del DHT sull’afflusso sanguigno alla papilla. Quando non controllata, la perdita dei capelli può sicuramente accadere. Tuttavia, usare prodotti per la crescita dei capelli e tecniche di massaggio che aumentano l’afflusso sanguigno al cuoio capelluto aiuta a combattere gli effetti del DHT impedendo ai tuoi follicoli di essere privati del nutrimento di cui hanno bisogno per produrre capelli sani.

Semplici modi per motivarti a fare esercizio regolarmente

Tutti sanno che fare esercizio fa bene per moltissime ragioni. Ti aiuta a perdere peso, ma anche a mantenere il tuo peso ideale. Migliora la tua salute, migliora il tuo stile di vita, ti fa sentire più sicura di te e fa bene al tuo sistema. Tuttavia, iniziare può risultare difficile, figurati fare esercizio in modo regolare.

Ci sono alcuni semplici sistemi che ti possono aiutare a motivarti a iniziare una sana abitudine. Forse non sarà facile, ma di sicuro vale la pena provare.

I primi passi

Prima di tutto, dovrai fare tutto ciò che è necessario per motivarti. Alcune persone possono avere bisogno di una spinta iniziale, mentre altre possono avere bisogno di un motivo più grande. Puoi sempre iniziare dandoti una ricompensa: non deve essere solo un progetto, ma una vera ricompensa che ti farà sentire bene e che ti dovrà soddisfare. Ad esempio, se volevi comprarti quella bella giacca o quella borsa e non hai ancora avuto l’occasione di acquistarli, potrebbe essere questa la tua ricompensa. Fissati un obiettivo e se, ad esempio, riuscirai a fare due settimane complete di esercizio senza mai saltare un giorno, allora potrai comprarti l’oggetto desiderato. Sarebbe meglio che la tua ricompensa non fosse né un cibo né una bevanda, ma un oggetto o un prodotto.

Come seconda cosa è possibile che dovrai “forzarti” un pochino. Crea una situazione in cui devi fare esercizio. Ad esempio puoi redigere un contratto scritto, firmato e con i tuoi amici come testimoni, in cui specifichi che dovrai pagare 20€ ogni volta che salti una sessione di allenamento. Una mia amica ha iniziato la sua routine di allenamento parcheggiando la macchina vicino ad un campo di grano e camminando per circa due chilometri. Quando voleva tornare a casa, non le restava altro da fare che camminare di nuovo per due chilometri fino alla macchina. Alla fine, camminare è diventata per lei un’abitudine e ora adora farlo senza alcuna pressione.

Mantieni un obiettivo

Dovresti avere in mente un obiettivo quando inizi questa abitudine. Vuoi farlo per perdere peso? O vuoi farlo perché sogni di indossare quell’abito che ti è un po’ strettino? Ogni persona ha diversi motivi per voler iniziare una routine di esercizi.

Sia che tu voglia perdere peso o che tu voglia indossare il tuo abito preferito, potresti esporre il tuo obiettivo in un posto speciale a casa, assicurati solo che sia ben visibile. Ogni volta che lo vedrai ti ricorderai del tuo obiettivo e questo rafforzerà la tua motivazione.

Un altro modo per riuscire a mantenere una routine di allenamenti è quella di includere un altro membro della famiglia. Chiedi al tuo compagno o persino ai tuoi bambini di fare esercizio insieme. Se un giorno ti dovesse venir voglia di saltare un allenamento, un’altra persona potrebbe essere un buon modo per ricordarti di rimanere forte e di continuare per la buona strada.

Depressione post-partum: cos’è e perché si presenta

La depressione post-partum (o depressione puerperale) è un disturbo dell’umore da non sottovalutare, colpisce in media dal 10% al 20% delle donne durante il periodo che segue il parto. Questa condizione è preceduta da una fase chiamata più semplicemente baby blues, questo lieve senso di malinconia e tristezza non per forza si trasformerà in depressione vera e propria, ma non deve essere trascurata in alcun modo, nonostante tenda a passare con lo scorrere dei giorni.

Una singola causa responsabile di questo tipo di depressione non esiste, si parla piuttosto di un insieme di fattori che vanno da quello fisico, a quello dello stile di vita, allo stato emotivo.

Per quanto riguarda il primo fattore, subito dopo il parto la neo-mamma deve avere a che fare con un calo vertiginoso di estrogeni e progesteroni; il fattore emotivo è influenzato dal fatto che soprattutto negli ultimi mesi viene a mancare il sonno, e subito dopo il parto si è assaliti dalle ore di sonno arretrate e quindi dalla stanchezza improvvisa; infine lo stile di vita viene stravolto con la presenza del neonato stesso che, nonostante si è sopraffatti dal sonno, avrà bisogno di attenzioni e cure: l’allattamento al seno, il bisogno di affetto, tutte attenzioni che si combinano con possibili problemi finanziari, possibile mancanza di sostegno da parte del compagno o dei familiari ecc…

Sintomatologia per capire meglio cosa ti sta succedendo

I sintomi della depressione post-partum consistono in crisi di pianti, agitazione, irritabilità o cambiamenti di umore improvvisi e senza apparente motivo, seguiti da mancanza d’appetito, difficoltà nel prendere sonno oppure in casi opposti si fa fatica a rimanere svegli, vi è un calo di interesse verso le attività di tutti giorni e, nei casi peggiori, un calo di interesse verso il neonato stesso.

Durata ed effetti

Questo grave stato depressivo si manifesta nelle prime quattro settimane che seguono il parto, non va sottovalutata poiché può compromettere la salute della madre e del neonato stesso.

La madre solitamente tende ad isolarsi, ha una tendenza a lasciarsi andare nel vero senso della parola: perde interesse nel prendersi cura di sé stessa e del bambino, si chiude in sé e respingendo l’aiuto altrui poiché vede e vive questa condizione in uno stato di vergogna e imbarazzo, così facendo tenderà ancora di più a peggiorare la situazione.

Infatti più volte i media hanno riportato casi di neo-mamme che, in preda alla depressione post-partum, sono arrivate a togliere la vita al proprio pargolo. Ciò fa capire che è una condizione seria e reale, che non deve assolutamente essere sottovalutata né sminuita.

Terapia

Prima di saltare alle conclusioni, è bene recarsi da uno specialista che si preoccupi di diagnosticare la depressione post-parto dopodiché, in base alla gravità della situazione, sarà possibile intervenire con varie sedute da uno psicoterapeuta, ed eventualmente si potrà proseguire con la somministrazione di farmaci antidepressivi, tendenzialmente la maggior parte di questi farmaci si possono assumere anche durante l’allattamento.

Di pari passo verrà accostato un supporto psicologico oppure, nei casi più gravi, è consigliata una vera e propria psicoterapia.

Consigli per un facile allenamento adatto alle neomamme per perdere peso

allenamento adatto alle neomamme per perdere peso

La gravidanza e il parto sottopongo il corpo di una donna ad uno sforzo enorme. Il processo di guarigione è considerato di massima importanza, naturalmente, ma per molte è anche importante tornare ad avere il corpo che avevano prima della gravidanza. Per fortuna vi sono una serie di modi non solo per far curare il tuo corpo, ma anche per perdere quei chili in eccesso che sono rimasti dopo l’arrivo del tuo bambino. Dell’esercizio fisico moderato può mettere in moto il processo di guarigione e può anche aiutarti a riavere il corpo che tanto ti manca.

Le neomamme devono affrontare sfide enormi quando si parla di esercizio fisico. Possono avere poco tempo, energia e vigore. Le neomamme, in particolare, possono trovare difficile occuparsi dei bisogni della propria forma fisica. Tuttavia, è decisamente possibile per le  donne che hanno partorito da poco raggiungere la loro forma perfetta. Tutto ciò che serve è un po’ di creatività e molto, molto impegno.

Prima di tutto, le neomamme devono darsi il permesso di fare esercizio. A volte possono essere talmente impegnate cercando di compiacere il loro compagno, i loro figli e i loro capi che sentono di non avere il diritto di dedicare un po’ di tempo a se stesse. Cercare di compiacere tutti a tutti i costi, però, senza pensare alla propria salute, può portare alla rovina. Le neomamme devono riconoscere il fatto che anche loro hanno la necessità di essere in forma per poter prendersi cura di tutti i loro impegni. L’esercizio fisico può anche aiutarle a tenere a bada malattie e infortuni, in modo da farle rimanere in salute a lungo termine.

Poi, le neomamme devono prendersi l’impegno di fare esercizio. In altre parole, devono renderlo una priorità nella loro vita. Se non lo faranno, scopriranno che troppe altre cose si metteranno fra loro e l’esercizio fisico: lo shopping, preparare i pasti, prepararsi per il lavoro, gli spostamenti in auto, e via dicendo. Dovrebbero, in un certo senso, prendere un appuntamento con se stesse per allenarsi.

Uno dei metodi per assicurarsi che l’esercizio fisico sia parte integrante della routine quotidiana di una neomamma è quello di prenotare un corso per allenarsi. Se investirai dei soldi in un corso, sarà più probabile mantenere l’impegno di fare esercizio. Il corso può essere di aerobica, aqua-aerobic, kickboxing, danza moderna o qualsiasi cosa ti piaccia. Puoi frequentare il corso durante la pausa pranzo, quando i tuoi figli sono all’asilo o a scuola. O forse potresti riuscire a infilare un corso prima del lavoro, dopo aver portato i bambini a scuola. Ritagliarsi del tempo per un corso potrebbe richiedere una revisione di tutti i tuoi orari, ma ne vale davvero la pena.

Se sei una mamma che ha partorito da poco, potresti anche prendere in considerazione un corso insieme al tuo bebè. Questi corsi permettono alle mamme di fare esercizio con i propri bambini. Questi programmi svolgono diverse funzioni: possono aiutarti a perdere i chili in più rimasti dopo la gravidanza e possono anche rafforzare il legame con il tuo bambino. Inoltre, possono farti entrare in contatto con altre mamme che stanno affrontando i tuoi stessi problemi.

Qualche neomamma riesce a infilare dell’esercizio fisico organizzando delle passeggiate con la famiglia. Puoi camminare nel tuo quartiere spingendo il passeggino o incoraggiare i figli più grandi a camminare con te. Se fatta con passo spedito, la camminata può essere un esercizio con enormi benefici. Potrai anche provare a camminare con un’altra neomamma mentre i vostri figli sono dai nonni o con la babysitter.

Le neomamme devono affrontare importanti esigenze, sia a casa che al lavoro. Quindi è importante che mettano la forma fisica in primo piano per aiutare la loro tenacia. Con la pianificazione e l’impegno, le neomamme possono trovare il programma di esercizi che fa per loro.

In sintesi, lo splendido effetto collaterale dell’essere attivi è che, è stato dimostrato, aiuta a combattere i problemi post parto come la fatica e può avere effetti su una gamma di problemi che vanno da depressione e ansia a diabete e costipazione.

Ricordati di assicurarti di riposare e bere molta acqua. Una donna stanca e disidratata non è utile a nessuno, specialmente a se stessa. Inizia con calma, rimani costante e riprenditi il tuo corpo.

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Quando si parla, per così dire, di vita sotto le lenzuola, è davvero molto ma molto facile, persino troppo, essere imbarazzati quando ci si ritrova a parlarne anche solo con amici, partner o persone con le quali abbiamo particolare confidenza: spesso e volentieri, e secondo molti è giustamente un peccato, si tende a tenersi dentro tutte quelle che sono le nostre domande, curiosità o preoccupazioni, che invece dovremmo chiarire anche solo per pura e semplice informazione, senza avere il coraggio di affrontare certe tematiche neppure con il proprio medico, ginecologo o andrologo fra gli altri. Va detto che, nel ventunesimo secolo, certi tabù dovrebbero essere rotti già dagli anni della formazione della sessualità, ovvero dagli anni dell’adolescenza, per evitare non solo imbarazzi ma anche incapacità o mancanza di volontà di informarsi, che poi si tradurrebbe in scarsa soddisfazione ed in un sentimento di vuoto, di inadeguatezza, nei riguardi della propria salute e del proprio piacere sessuale. I ragazzi, se vogliono diventare adulti soddisfatti e sicuri della propria sessualità, vanno messi di fronte a tutto quello che riguarda la più sana e naturale via per il raggiungimento del piacere.

Uno dei rischi maggiori, se non si ha ricevuto in gioventù un’adeguata educazione sessuale, è quello di ritrovarsi spaesati e senza risorse a cui far riferimento nel caso ci si trovi di fronte ad un calo o ad una parziale assenza di desiderio, e di conseguenza di affidarsi a risorse online di dubbia origine e veridicità, fino a comprare prodotti di cui non conosciamo gli effetti collaterali né, fino in fondo, le potenzialità, nel bene e nel male.

Se per gli uomini, esistono prodotti quali il Viagra ed altri simili, che hanno alle spalle ormai una, se così si può chiamare, tradizione più lunga e una diffusione in commercio che dura da anni, per quel che riguarda le donne, per questioni, se ci pensiamo, anche culturali, l’industria dei rimedi artificiali al calo della libido è molto più recente e di conseguenza pullulante di frodi e di prodotti dalla dubbia composizione: invece di cadere nella trappola di questi prodotti spesso non a norma di legge, e comunque di derivazione artificiale e chimica, è meglio scegliere, anche secondo molti esperti, prodotti naturali, ai quali si tende a fidarsi di più, fattore da non sottovalutare in quanto l’aumento del desiderio è principalmente legato a fattori psicologici, ai quali non vogliamo di certo aggiungere una componente di mancanza di fiducia, che andrebbe solo a diminuire gli effetti del prodotto che stiamo utilizzando.

Veniamo ora ad analizzare i principali estratti di erbe e piante con proprietà che potrebbero fare al caso nostro: stiamo parlando di piante quali la maca, o ginseng peruviano, la ginkgo balboa che troviamo nella medicina cinese, e la muira pauma, fra le altre. Gli estratti che vengono presi da questi tipi di piante vantano una tradizione di credenze in alcuni casi millenaria, le cui componenti afrodisiache sono affermate da molte persone, e in alcuni casi, soprattutto per le piante sopracitate, corrispondono ad effettive proprietà vaso-dilatatorie, oltre ad altre proprietà che favoriscono, se assunte in quantità giuste, l’aumento della libido.

Va sicuramente citata la ben più diffusa cultura che riguarda i cibi con proprietà afrodisiache: certi alimenti quali il peperoncino, alcune spezie tra cui l’anice, la cannella ed altre, insieme al più conosciuto afrodisiaco di tutti, ovvero il cacao contenuto nel cioccolato, hanno acquisito negli anni una certa fama, tanto da essere ingredienti spesso e volentieri presenti alle cene ad alto tasso erotico. Anche in questo caso, si tratta di cibi con proprietà vaso-dilatatorie, nel caso del peperoncino, ed eccitanti, in quello del cacao: tutte proprietà che, insieme al fattore psicologico, contribuiscono in maniera positiva all’aumento del desiderio sessuale anche femminile.

Dermatite del cuoio capelluto

dermatite del cuoio capelluto

Cos’è e come curare la dermatite del cuoio capelluto

Secondo vari studi, circa il 60% delle donne ed il 40% degli uomini hanno il cuoio capelluto sensibile, aspetto che nella maggior parte dei casi si traduce nella comparsa di una dermatite del cuoio capelluto e che crea disaggio ai soggetti che ne soffrono.

Cos’è una dermatite del cuoio capelluto

Quando si ha la pelle sensibile, vuol dire che molto probabilmente il cuoio capelluto è iperattivo oppure ipersensibile.
Questi aspetti si manifestano attraverso rossore, prurito, bruciore o dolore in corrispondenza del cuoio capelluto, caratteristiche che nella maggior parte dei casi provocano anche la comparsa di forfora.

Fattori che contribuiscono alla comparsa di una dermatite del cuoio capelluto

Tra le cause più comuni che rendono ipersensibile e iperattivo il cuoio capelluto, con conseguente comparsa di dermatiti del cuoio capelluto ci può essere un fattore genetico, l’esposizione prolungata ad ambienti inquinati, fattori climatici (troppo caldo, presenza eccessiva di umidità), una dieta squilibrata, stress, poca igiene, uso di prodotti detergenti troppo aggressivi, etc.

Per esempio l’utilizzo di uno shampoo troppo aggressivo è uno dei fattori più comuni tra le persone che soffrono di dermatite al cuoio capelluto. Un detergente aggressivo oppure i tensioattivi presenti in molti shampoo spesso eliminano il mantello acido che appartiene al cuoio capelluto, cioè l’acidità naturale che protegge la pelle e quindi la stessa diventa molto sensibile alle irritazioni ed alla secchezza.

Qualsiasi fattore elencato può contribuire alla comparsa di una dermatite del cuoio capelluto, che se si presenta nella forma lieve spesso si manifesta come una microinfiammazione, che se non curata si trasforma in una vera e propria irritazione che crea dolore, prurito, rossore ed altri disturbi.

Come curare la dermatite del cuoio capelluto

Sia se si tratta di una dermatite del cuoio capelluto che ha provocato anche la comparsa di forfora, che se si ha a che fare con un’irritazione che ha scatenato bruciore, dolore, prurito ed altri sintomi, generalmente uno shampoo specifico, abbinato ad un balsamo e ad una maschera per la dermatite rappresenta la soluzione più adatta per eliminare questo genere di disturbi.

Delicati e composti da vari principi attivi che hanno effetti lenitivi, antimicotici, antibatterici, idratanti ed equilibranti, prodotti come lo shampoo per la dermatite seborroica, le maschere ed i prodotti simili sono soluzioni in grado di curare questi disturbi generati da cause meccaniche, ereditarie, infettive, ambientali, psicologiche oppure biologico- funzionali.

Agire in fretta è importante per prevenire il peggioramento del disturbo, inoltre evitare prodotti detergenti e cosmetici aggressivi è un altro passo fondamentale quando si soffre di dermatite al cuoio capelluto, quindi se possibile è meglio non tingere o decolorare i capelli durante la fase di cura, così come è fondamentale non grattare la parte del cuoio capelluto interessata dalla dermatite.

Conclusioni

La dermatite del cuoio capelluto può manifestarsi in varie forme e può essere causata da diversi fattori, ma è curabile adoperando prodotti specifici e adottando uno stile di vita regolare, basato sul giusto riposo e su un’alimentazione sana.

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